Il piccolo Matteo inventa la parola #petaloso. La Crusca approva.

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Nel momento in cui a Milano un emozionato quindicenne ricordava con affetto il nonno #UmbertoEco, una maestra di Copparo, in provincia di Ferrara, leggeva in classe una lettera dell’#AccademiaCrusca, giunta in risposta ad un quesito di un suo alunno.

Il nipote emozionato è Emanuele. Ringrazia il nonno per la musica che gli fatto ascoltare e tutte le cose che gli ha trasmesso. La platea si commuove. La missiva di nonno Eco, pubblicata due anni fa, ritorna alla mente. Esortava il nipotino all’amore per la ricerca e all’esercizio della memoria, perché Internet non può sostituire la conoscenza né il computer il nostro cervello.

L’alunno della scuola primaria di Copparo è Matteo, e un giorno ha notato che la margherita è un fiore #petaloso, ma il papavero no. È un bambino attento, curioso e pieno di fantasia, ma di sicuro anche fortunato ad avere incontrato un’insegnante come la sua.

La maestra è Margherita Aurora, che così racconta sul suo profilo FB: “La parola, benché inesistente, mi é piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta. Per me vale come mille lezioni di italiano”. È un fantastico esempio di insegnante capace di trasmettere amore per lo studio ed incoraggiare gli alunni alla ricerca.

L’Accademia risponde con linguaggio adatto ai bambini: una parola non solo deve essere corretta e bella, ma per farla entrare nel vocabolario deve essere di uso comune. E noi diamo una mano, insieme a #StefanoGuerrera autore di Se i quadri potessero parlare e tanti altri.

Donna che tiene un fiore (#petaloso) - Augustus Jules Bouvier (1850)
Donna che tiene un fiore (#petaloso) – Augustus Jules Bouvier (1850)

Perché non può essere una semplice coincidenza che proprio nel giorno dell’addio al più grande cultore della lingua italiana, una maestra racconti di come riesca, al giorno d’oggi, a dare nuovi stimoli e spunti di riflessione ai propri alunni, e di come la gratificazione di una risposta tanto autorevole della Crusca possa incoraggiare un’intera classe a non smettere di studiare.

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