Della morte e dell’amore.

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Non piangermi qui, sulla mia tomba, perché io sono altrove.

Sono un soffio leggero nel vento che scompiglia i tuoi capelli. Una goccia di salsedine del mare in tempesta che riempie le tue narici.

Sarò tra i fili d’erba del prato su cui ti sdraierai una mattina di sole. Un accordo di tre note del canto dei passerotti che ti svegliano all’alba. E poi un filo della trama e uno dell’ordito della coperta che ti scalda. Sarò quei dieci secondi che ti permetteranno di non perdere il treno. E poi sarò una lacrima di gioia che, finalmente, solcherà il tuo viso.

Quindi non piangermi qui, sulla mia tomba, perché io sarò altrove.

A te accanto.

 2Novembre2015

(Liberamente ispirato ad un canto navajo).

Giulio Monteverde, Angelo della Tomba Oneto, 1882, cimitero di Staglieno, Genova.
Giulio Monteverde, Angelo della Tomba Oneto, 1882, cimitero di Staglieno, Genova.

 

 

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