Cosa splende dopo la tempesta

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La mareggiata del 16 marzo a Catanzaro (foto MFB).

Avete mai notato cosa succede dopo il mare in tempesta? Voi tornate a respirare a piene narici, finalmente libere dalla salsedine. I vetri delle finestre restano macchiati dai cristalli di sale. Dormite tranquilli senza sentire il letto che trema ad ogni onda. Sui fili allacciati alle ringhiere dei balconi ricompaiono lenzuoli, tovaglie e asciugamani, stesi a prendere un po’ di sole. Ma prima che quell’odore intenso di acqua e sale e pesci scompaia, ancora prima della vostra lavatrice che gira a pieno ritmo, ecco comparire delle orme sulla sabbia appiattita e livellata dalla forza dell’acqua.

Qualcuno ha deciso di passeggiare proprio lì dove le onde, fino a qualche ora prima, smettevano di procedere in avanti per ripiegare su se stesse e tornare indietro. Lì dove ci sono dei sassi più grandi, dei bastoncini di legno, e i contenitori bianchi della candeggina (fateci caso: i più gettonati dal vomito marino). Il mare, quando si incavola, ne approfitta per restituirci le schifezze che gli buttiamo dentro.

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Ma quell’uomo che percorre tutta la lunghezza della spiaggia – da Corace fino al Porto più o meno tre chilometri e mezzo – è lì per cercare altro. Mica i fustini dell’Ace gentile.

E te lo immagini, con un vecchio k-way rosso e gli stivaloni di plastica verde marcio, mentre sposta leggermente i sassolini sul suo cammino e aguzza la vista. Pensi sempre che vorresti fregarlo e batterlo sul tempo, e che la prossima volta ti alzerai all’alba per arrivare prima di lui. Perché il mare restituisce anche cose che luccicano. Quante catenine e quanti anelli smarriti durante un bagno estivo, quante cose preziose sono finite negli anni in quelle acque salate! È vero: non è tutt’oro ciò che luccica. Quel che è certo, però, è che dopo ogni tempesta che ci piomba addosso, che sia a ciel sereno o in qualche modo preannunciata, resta sempre qualcosa di prezioso da portare a casa. E qui non mi supera mai nessuno, neanche l’uomo col k-way rosso e gli stivaloni. Sono sempre io che sorrido per prima.

Aggiornamento del 19 marzo, ore 15.01. Ricevo questa foto con commento: “…e poi ci sono quelli più tecnologicamente avanzati che vanno con il metal detector”. Guardate bene nell’angolino accanto agli scogli. (Però secondo me l’omino col K-way rosso, gli stivaloni verde marcio e il bastone di legno è già passato!)

Il cercatore col metal detector, foto di A.L.
Il cercatore col metal detector (foto di A.L.)

 

Aggiornamento delle 15.49: il cercatore col metal detector si è avvicinato in favore di obiettivo, adesso sì che lo vediamo bene!

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Il cercatore si è avvicinato (foto di A.L.)

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