Donare è perdere un po’ di sé.

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Donare è perdere qualcosa di sé. Impieghi il tuo tempo, il tuo sapere, la tua conoscenza, le tue capacità. E ne fai dono a qualcuno.

E quando sei tu a riceverli, sono quei doni che scavano un posto nel tuo cuore, si accovacciano lì e non si spostano più.

Non puoi fare altro che continuare a nutrirli, quei doni. Sono golosi di lealtà e gratitudine, si cibano del ricordo e della riconoscenza. Non ti chiederanno mai nulla in cambio, perché a loro basta un posticino al calduccio. Sta a noi la capacità di alimentarli e non farli cadere nell’oblio.

Grazie a chi è in grado di donare; a chi testimonia il suo affetto in modo incondizionato; a chi non cede al senso del dovere e a chi non pretende nulla in cambio. Per tutti gli altri, è decisamente più corretto usare il verbo regalare.

E grazie a chi sa davvero ricevere. A chi apprezza il tempo che hai impiegato, le energie che hai investito, l’impegno che hai profuso.

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