Enjoy the Silence

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Il silenzio, questo sconosciuto. C’è ancora chi fa finta di credere che sia una banale interruzione della comunicazione, ma in realtà conosce bene la sua potenza espressiva. Il silenzio contiene emozioni e pensieri che spaventano. Di cosa ci sta privando chi sceglie di non dire? Della sua presenza? Del suo affetto? Della sua comprensione? E se è vero che c’è un tempo per parlare e uno per tacere, come dovremmo noi reagire ad un silenzio che ci viene imposto?

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Un soffio di fiato

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Il tempo guarirà tutto?
È un soffio di fiato, il tempo.
Spegne una candela tremolante.
Ravviva un fuoco scoppiettante.

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The Floating Piers

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Non mi intendo granché di Arte, men che meno di quella moderna o contemporanea. È più facile, per me, rimanere coinvolta da un dipinto o una scultura del Seicento, piuttosto che da una passerella galleggiante che dà l’impressione di farti camminare sull’acqua. Ricordo la mia perplessità di adolescente nell’osservare la Testa di Toro di Picasso, realizzata col sellino e il manubrio di una bicicletta. Mi spiegarono che l’Arte è intuizione. Poi fu la volta dei tagli sulle tele di Lucio Fontana. Per non parlare della Merda d’artista (contenuto netto gr.30, conservata al naturale, prodotta ed inscatolata nel maggio 1961) di Piero Manzoni. Tant’è. A volte sono perplessa, a volte stupita, a volte ammirata. L’ultima volta ho addirittura pianto davanti al Mosè di Michelangelo (ma, appunto, non è arte moderna), speravo fosse la sindrome di Stendhal, ma era solo la calca del giorno di Pasquetta, e il caldo stranamente soffocante di fine marzo. Ma ogni volta, sempre, e ancora una volta, e ancora una volta per sempre curiosa. E pronta a partire.

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Notte stellata e levar del sole.

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La nuit étoilée, Vincent Van Gogh, 1889

 

Ci sono notti insonni. Quelle in cui i pensieri si affollano e si rincorrono.

Poi c’è quell’attimo in cui passi dall’essere ancóra sveglia a quello in cui sei già sveglia. E tutto cambia e si rinnova.

Sorrido.

Ci sono notti insonni. E poi c’è l’alba di un giorno nuovo.

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Impression, soleil levant. Claude Monet, 1872.

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E poi gemme pronte a sbocciare

Campo di grano con corvi, Vincent Van Gogh, 1890.

Ci sono i temporali violenti, tempeste di acqua e di aria.
E poi ci sono le pioggerelline delicate, quasi inconsistenti.

C’è il caldo afoso dei pomeriggi estivi.
E poi c’è il tepore di casa, quando rientri nella tua casa.

C’è il frastuono assordante della città nell’ora di punta.
E poi c’è il tintinnio del cristallo di due calici che brindano.

Ci sono emozioni urlate, gridate, esibite.
E poi ci sono quelle protette perché troppo preziose.

Ci sono notti in cui ho troppo sonno.
E ci sono notti in cui non ho sonno per nulla.

Ci sono gli amici che dicono di esserlo.
E ci sono gli amici che lo sono e basta.

Ci sono cuori che si pretendono.
E poi ci sono cuori che si appartengono.

Ci sono cuori che si rincorrono.
E poi ci sono cuori che si cercano.

Ci sono fiori che appassiscono.
E poi ci sono gemme pronte a sbocciare.

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