Ciao, Nonna…

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Se guardo alla mia vita come ad un tempio, la immagino costruita come un Partenone al suo massimo splendore. Le pietre sapientemente accostate formano base, colonne, fregi e decori. Il tempo che scorre inesorabile, il vento, la pioggia, i bombardamenti e i saccheggi hanno iniziato a scalfirne l’aspetto. Ho perso un po’ di smalto e colore, ho lasciato cadere qua e là pezzetti delle statue del frontone, ma niente che abbia compromesso la mia solida struttura.

Fino a ieri.

Perché ieri è crollata una colonna portante. Adesso sto scricchiolando. È venuta giù quasi senza far rumore, dolcemente, come adagiandosi su se stessa, piano, lieve per non disturbare e non sollevare polvere. Non era un fregio, un orpello o una decorazione, perché mia nonna era una colonna che sorregge tutta la struttura del mio tempio. L’unica rimasta in vita dei miei nonni.

È strano, ma la guardavo dormire accolta per sempre nel suo ultimo giaciglio, e mi chiedevo “e adesso come farò senza di te?!” perché lei c’è sempre stata. Da adesso in poi qualcosa cambierà. Tante cose cambieranno.

C’era quando sono nata, e c’era già prima in quei nove mesi – lei – e c’ero già prima – io – nei suoi pensieri e nel suo cuore. E poi sono arrivata io, quattro chili e mezzo di amore incondizionato, a portare il suo stesso nome, Valeria Rosa, a testimonianza dell’affetto materno che si rinnova. Ed ero nel suo cuore quando sceglieva i giocattoli da portarmi, i vestitini da regalarmi, e poi quando mi teneva con sé – pazienza infinita – e mi permetteva qualunque cosa mi rendesse felice. Perché i nonni sono stati inventati per viziare e coccolare. Perché anche i genitori più severi diventano nonni arrendevoli e disposti a tutto per le loro piccole pesti, dal momento che sono liberi dalla responsabilità di allevare ed educare. Ed io con lei sono cresciuta, lei che sopportava i mattoncini Lego sparsi sul tavolo della sua cucina, lei che mi spiegava le cose che non capivo delle televisione, lei che mi conservava la mia pasta preferita, lei che mi accompagnava in spiaggia e mi spalmava il suo miscuglio di olio d’oliva e acqua di mare per farmi abbronzare, lei che veniva a dormire con me quando la notte avevo paura di stare da sola. Le sue intemperie l’hanno resa sempre più fragile, è vero, però era sempre lì, colonna portante del mio tempio. Con lei scherzavo, ridevo, pregavo. E lei sorrideva, e sopportava i miei scherzi e le prese in giro, e mi salutava col sorriso già da lontano, accogliendomi con il suo beddra mia pieno di entusiasmo. E i suoi baci a ripetizione, le sue tirate d’orecchi, le sue domande su quando mi sposo e la rendo bisnonna. E il suo “sei la mia nipote preferita, per carità, voglio bene a tutti, però tu sei speciale” che ovviamente ripeteva allo stesso modo agli altri quattro nipoti (in separata sede). E non mentiva, perché davvero voleva bene ad ognuno di noi un po’ più dell’altro, senza sottrarre niente a nessuno, ma moltiplicando il suo amore all’ennesima potenza ogni volta di più. Lei era così orgogliosa dei suoi nipoti, e noi di lei, la nostra super nonna.

Ci mancherai, ma solo fisicamente. Non grideremo più al telefono “nonnaaaaaa” fino a farci sentire a due chilometri di distanza, non ti chiederemo più di prepararci le tue crocchette di riso, non ti prenderemo più in giro perché fai cento telefonate al giorno e parli al telefono con gli occhi chiusi per concentrarti sulla voce di chi è dall’altra parte della cornetta. Però sarai sempre con noi, forse ancora più vicina, perché non avremo più bisogno di telefonarti per sentire la tua voce, di chiamarti su Skype per vederti quando siamo lontani o riempirti di baci a ripetizione quando veniamo a trovarti per passare del tempo con te. Adesso basterà pensarti, e sarai sempre presente, all’istante.

Ciao Nonna, colonna portante delle nostre vite. Fa’ buon viaggio. E non litigare col nonno adesso che siete di nuovo l’uno accanto all’altra nella cappella di famiglia, sennò i bisnonni, la zia Nicky, zio Luciano e gli altri vi sfrattano. E guardateci, e sorridete, e proteggeteci, sicuri di vivere per sempre nei nostri cuori. E non imbrogliate se giocate a carte.

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