Gli amori e l’Amore

L'uomo che misura le nuvole, Jean Fabre
L’uomo che misura le nuvole, Jean Fabre

Gli amori hanno pure il loro scopo. Perché nascono incendiari, sembrano brillare più di qualunque altro, sembrano compiere il senso della vita. Poi incontri l’Amore. Ti stordisce, ti sorprende, ti coinvolge. Non puoi misurarlo, non sai da dove arrivi, né cosa ha in serbo per te. Percepisci solo la sua straordinarietà. E quello che fino ad allora era l’amore diventa un sentimento sbiadito. Non puoi misurare il cielo con un metro. C’è un’opera d’arte, al Parco della Biodiversità mediterranea di Catanzaro, che adoro oltre modo. È “L’uomo che misura le nuvole” di Jean Fabre. Oggi ha un senso nuovo. A volte, per misurare le cose enormi, occorre avere un metro di paragone nel bagaglio delle proprie esperienze. Oppure, se preferite, non possiamo vedere la Luce subito dopo l’oscurità, perché ci abbaglierebbe, ci accecherebbe. E che Luce sia, per chi non ha paura.

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