Le lacrime del cuore

Illustrazione di Christian Schloe
Illustrazione di Christian Schloe

Il cuore aveva smesso di piangere già da un po’, e il cervello si era quindi illuso di avercela fatta: ormai lo aveva convinto a riprendere i suoi battiti normali e a guardare avanti.

Un giorno come tanti, mi pare fosse un venerdì, gli occhi registrarono un’immagine e la trasmisero al cervello. La situazione precipitò in un infinitesimo di secondo: l’emisfero sinistro ordinò immediatamente alle palpebre di abbassarsi e restare chiuse, ma l’immagine era ormai impressa, si poteva solo sperare che il cuore fosse distratto.
Era già in atto una tempesta nelle diverse zone degli emisferi: qualcuno cercò di fare piano, qualcun altro voleva, di contro, farsi sentire. La corteccia, l’ippocampo, l’amigdala, il cingolo, il nucleo caudale… ognuno fece la sua parte.
Il cuore si insospettì di tanto movimento, e fu costretto ad aumentare i battiti.

Poi capì.
Fu davvero un infinitesimo di secondo.

Vide anche lui quella immagine coi suoi occhi, gli occhi del cuore. Rallentò, gli parve di volersi fermare. Il cervello gli ordinò di non mollare. Alla fine, stremato, disse: va bene, io continuo a pulsare, ma stavolta non puoi impedirmi di piangere.
E così pianse tutte le sue lacrime.

Tutto il corpo sentì quel pianto silenzioso e invisibile. Pensava ormai di aver lasciato alle spalle il dolore della delusione.
Bastò un infinitesimo di secondo a fargli capire che non sarebbe passato mai.

 

.

Share This:

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *